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Ci conosciamo da pochissimo, ma ho avuto la voglia, il piacere e l'onore di poter godere delle tue opere. Oramai lo sai cosa penso. Credo, nel mio piccolo di profana, che tu abbia talento. Ricorda che il talento è la cosa più bella che un uomo possa avere e desiderare, quindi non sprecarlo, usalo sempre, non arrenderti mai, tienilo come un bene prezioso vicino al tuo cuore, non abbandonarlo, custodiscilo e accrescilo anche quando, e spero non accada, ti sembrerà di non farcela... Ti lascio con una citazione dal mio libro preferito, forse ti piacerà o forse no, non importa, avevo voglia di scrivertela...
"Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord. La spiaggia. E il mare. Potrebbe essere la perfezione, immagine per occhi divini, mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità - verità - ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un'inerzia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore. Il cavalletto è ancorato con corde sottili a quattro sassi posati nella sabbia. Oscilla impercettibilmente al vento che sempre soffia da nord. L'uomo porta alti stivali e una grande giacca da pescatore. Sta in piedi, di fronte al mare, rigirando tra le dita un pennello sottile. Sul cavalletto, una tela."